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Il cambiamento climatico ha la sua colonna sonora

Due ricercatori, grazie alla tecnica del data Sonification, sono riusciti a mettere in musica il riscaldamento globale.

Il cambiamento climatico: il dramma del nostro tempo

I cambiamento climatico è diventato una costante delle nostre giornate, e più passa il tempo, più i cambiamenti climatici ci mostrano l’immensità del problema. Partiamo con la premessa che la colpa non è solo delle grandi fabbriche, ma possiamo contribuire tutti , nel nostro piccolo, a mettere un freno a questa involuzione del nostro sistema. Utilizzare un po’ meno la macchina e camminare che fa tanto bene alla salute, mantenere filtri e scarichi in ordine, tenere la caldaia ad un grado in meno o i condizionatori ad un grado in più, mantenere in forma le caldaie grazie all’intervento del personale specializzato di www.3vservice.it, ridurre i consumi energetici, scegliere prodotti che, per la loro produzione, si osservano regole per il rispetto dell’ambiente. Se tutti fossimo attenti a queste cose, il risultato si noterebbe subito e i ricercatori sentirebbero un’altra musica.

La sinfonia del cambiamento climatico

Per ora, purtroppo, si parla tanto dell’argomento, ma la sensibilizzazione è ancora molto lontana, quindi la scienziata Lauren Oakes e il neuro economista ambientale Nik Sawe hanno messo in musica il riscaldamento climatico  per cercare di sensibilizzare ulteriormente la gente sul dramma causato dall’aumento delle temperature dovute al buco nell’ozono.

Lo studio è stato effettuato sulle isole dell’arcipelago Alexander, in Alaska per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle foreste e, in particolare sul cipresso Nookta che sta morendo a causa dell’innalzamento delle temperature medie. Partendo dal nord, in cui si trovano ancora esemplari sani, sono scesi al sud, dove sono incappati in molti alberi morti. Tutti i dati raccolti sono rimasti ad uso esclusivo delle comunità scientifiche, ma l’intento della scienziata era trasmettere al mondo intero quello che sta succedendo e ha pensato alla musica. I dati, attraverso un determinato processo, sono stati trasformati in suoni e il risultato è impressionante.

Per trasformare il tutto in sintonia, ogni specie di conifera è diventata uno  strumento: il cipresso di Nootka, ad esempio, è il pianoforte. Inoltre ogni pianta rappresenta una nota, in base all’altezza, alle dimensioni e alla salute, mentre una pianta morta rappresenta una pausa, un silenzio. Speriamo che l’intendo della scienziata porti veramente ad una maggiore sensibilizzazione del problema.

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