| Articolo pubblicato il 14 11 2000 |
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Venghino signori, venghino…
di
Matteo Pozzi
... in questa belisima plaza l'incredibile spetaculo dei Tre Allegri Ragazzi Morti: Tre Allegri Ragazzi Morti canteranno, suoneranno e balleranno per voi l'incredibile spetaculo de la vida, l'incredibile spetaculo de la muerte! L'incredibile spetaculo de la vida, l'incredibile spetaculo de la muerte!"
Comincia come di consueto il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti all'Indian's Saloon di Sesto San Giovanni: con il cantante-chitarrista Davide Toffolo, a.k.a. Eltofo, -maschera d'ordinanza (da teschio) in volto- che, con la sua comica e strascicata parlata a metà fra italiano e spagnolo, invita "Milano città di merda" (di merda c'è di sicuro il tempo fuori) a partecipare alla serata, già riscaldata, nella mezzora precedente, dalla potente esibizione delle Motorama. Il gruppo di Pordenone -lasciatasi alle spalle la lunga serie di "spettacoli multimediali" del Fortunello Superstar Tour, che da febbraio a settembre li ha visti suonare un po' in tutta Italia- si ripropone ora con questo Halloween Tour di cinque date, di cui Milano costituisce la tappa intermedia (dopo Firenze e Torino, e prima di Trieste e Misano), che accompagnano l'uscita dell'EP (quattro pezzi inediti) Il principe in bicicletta, in vendita solo sul web (e "al banchetto"). L'Indian's Saloon non è un brutto posto, ma non è certo il massimo per un concerto rock, e i Ragazzi Morti si vedono costretti a lasciare da parte i ricchissimi elementi scenico-coreografici degli ultimi concerti e a puntare tutto sulla musica: una buona parte della circense atmosfera naif che li ha resi così particolari va quindi perduta. Addirittura il bassista Enrico Molteni si presenta sul palco senza maschera, e anche Eltofo e il batterista Luca Casta rinunciano, dopo una sola canzone, al loro ultimo elemento extra-musicale, smascherandosi. Davide fa un po' il "mangia-acqua", spruzzando le prime file, e intermezza le canzoni con la sua classica benedizione "bacini e rock'n'roll" o con brevi e stralunate introduzioni dei pezzi, ma per il resto c'è solo musica, disturbata, a dir la verità, da qualche problemino tecnico - di cui Davide, nella serena gentilezza che contraddistingue il gruppo, si scuserà in finale di concerto. I Ragazzi, ad ogni modo, sparano ben ventuno pezzi: la quasi totalità (nove su undici) dell'ultimo album "Mostri e normali" (1999) e molti dei "vecchi" pezzi raccolti sull'atipico live di debutto (ufficiale) "Piccolo intervento a vivo" (1997). Il concerto si apre come l'ultimo disco, con "Stai come me" e "Bella mia", cui seguono "Alice in città", "Si parte" e "Vesto all'occidentale". In effetti, la scaletta prevede un'equilibrata alternanza fra le canzoni dei due album, forse a semplificare l'ascolto ai fan di "recente acquisizione", a quelli che, per intenderci, potrebbero avere conosciuto i Ragazzi Morti tramite i videoclip di "Occhi bassi" e "Mai come voi" (che, con una non riuscitissima "Sono morto" e "Dipendo da te" costituiscono la parte centrale dello spettacolo). L'alternanza è anche fra i pezzi da pogo, come i quaranta tiratissimi secondi scarsi de "I batteri", e quelli da ballare, come la cover in italiano di "Ask" degli Smiths, "Dimmi". Dopo l'irresistibile "Fortunello" (costruita su liriche del comico Petrolini, una delle splendide fissazioni del trio, che in questo caso, in questo contesto -il "rock alternativo"- fa vera e propria opera di divulgazione), Enrico e Luca spariscono e lasciano Eltofo solo con la sua chitarra per il primo dei nuovi pezzi, "La tempesta", che spiazza, forse per la propria laconicità, il pubblico - ed è solo un merito. Il testo della canzone ("anni spesi a preparare un futuro da manuale / senza sapere che sta arrivando la tempesta / (...) e lei non lo sa che dopo la tempesta niente sarà uguale") è anche riproposto da Davide come spiegazione a un fan "duro e puro" che, in un momento (raro) di silenzio, tira fuori la solita storia (strasentita 1000 volte in riferimento a 1000 gruppi diversi) che "una volta eravate più cattivi". Morti sì, ma non mummificati: l'organicità e lo sviluppo del progetto dei Tre Allegri è confermata dal finale (a formazione nuovamente completa) che, alla classica cover di "Per me lo so" dei CCCP, fa seguire altri due episodi dal nuovo EP, "Il principe in bicicletta (La canzone della cameriera)" e "Francesca ha gli anni che ha". Resta fuori, invece, forse il più "nuovo" (come suono) dei pezzi dell'EP, "Nuova identità". Rimane il tempo per un bis, l'inno "Si parte" ("allegre ragazze si parte / si parte e non si torna più"), poi si parte sul serio. |