Magazzeno Bis è un programma radiofonico organizzato dalla Trovarobato di Michele Orvieti, registrato al Lokomotiv di Bologna, che alterna momenti musicali a chiacchere in (quasi)libertà, condotte dal sopracitato Orvieti e aperte agli interventi del pubblico.
La puntata del 10 Dicembre era dedicata ai Massimo Volume, band bolognese attiva nel decennio '92-2002 che definire di culto potrebbe sembrare esagerato, ma non molto lontano dal vero, vista la loro indiscussa qualità, unanimemente certificata dalla critica.
La band si è riunita quest'anno per musicare un film muto, The Fall Of Usher (Jean Epstein, 1928) e partecipare al Traffic Festival 2008 di Torino a cui ha fatto seguito una tournée (con il nucleo DOC del gruppo - Clementi, Sommacal, Burattini - affiancato dal nuovo ingresso (il chitarrista Stefano Pilia).
La serata ci ha permesso di riascoltare sei brani del repertorio e assaporare un inedito (L'esercito dei santi, non inserito in Club Privé, ultimo album registrato in studio nel 1999 con la produzione di Manuel Agnelli) che hanno entusiasmato il pubblico con un sound elettrico quanto mai attuale, capace di momenti di grande impatto e di liquida sospensione, riff enerigici e lievi intarsi; sound sostenuto da un drumming sempre preciso e variegato, ideale cornice per le storie recitate da Clementi.
Interessanti i momenti di conversazione che hanno toccato svariati argomenti: il rapporto con i diversi produttori (il conflitto con Faust'o, la liberta di azione con Steve Piccolo, la qualità del suono con Agnelli), la capacità di trasformare un limite (non saper cantare) nel proprio marchio di fabbrica (il declamto con cui vengono eseguiti i testi) che incide anche sulla scelta della forma musicale (lontana dal classico strofa/ritornello) così da non ritrovarsi costretti dalla rima.
Il mio interesse (e di conseguenza la domanda posta a Clementi) riguardava le influenze musicali del gruppo e, avendo da più parti letto citazioni di Sonic Youth e Fugazi, mi ha - in parte - sorpreso il riferimento a Glass, Reich e al minimalismo, con le sue composizioni circolari adatte a creare il sostegno/spazio di intonazione per il declamato.
Inevitabile giungeva la domanda sul futuro della band e sulla volontà di produrre un nuovo disco: la risposta potrebbe essere tradotta con dei puntini di sospensione; se infatti da un lato c'è il ritrovato interesse dei componenti per il progetto Massimo Volume, non ci sono però contatti discografici avviati, ma soprattutto c'è l'intenzione di valutare approfonditamente quello che il grupppo saprà fare prima di decidere quale strada seguire.