| Recensione pubblicata il 27 01 2003 |
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With No Human Intervention
di
Franz Gemelli
Se l'esordio "Kali Yuga Bizzarre" aveva messo d'accordo (quasi) tutti, nonostante l'eterogeneità di pezzi temporalmente distanti, il successivo "Fire Walk With Us" lasciò scontenti soprattutto i reazionari, in quanto con l'introduzione di una massiccia componente industrial, si dava il via a quel processo di trasformazione, che è stato fortemente voluto dalla band e che si è notevolemente evoluto con questo nuovo "With No Human Intervention".
La componente elettronica, infatti, oltre ad attraversare interamente le tracce, prende - in alcuni tratti - la consolidata forma dell' EBM, anche per creare un punto di raccordo fra le stesse.
La componente 'black' Ë invece rimasta immutata: la scelta di alternare parti veloci e parti dilatate caratterizza nuovamente i brani, creando un collegamento con i primi pezzi della formazione italiana.
La struttura della maggioranza dei brani si è notevolmente complessificata: numerosi i cambi di tempo e gli estremizzati 'chiaro-scuri', dettati spesso dal desiderio di destare l'attenzione dell'ascoltatore, come la spinetta che irrompe all'interno della convincente "Digiral Goat Mask".
Oltre a questa traccia, gli highlights di questo lavoro risiedono nella parte centrale dell'album; la solenne "The Triumph" e la diretta "Black Hole Spell" sono brani che potrebbero sintetizzare lo spirito di "WNHI".
Appare fuori luogo l'eccessiva prolissità di un album, la cui sovrabbondanza di elementi andava forse concentrata in un minutaggio inferiore, per non rendere l'ascolto eccessivamente gravoso.
Non influiscono, inoltre, sul risultato finale le tanto ostentate collaborazioni di lusso, che comprendono quelle di Bard "Faust" (Emperor, Dissection), autore di tre testi, Sasrof (Diabolicum) e del duo Natterfrost (Carpathian Forest) - Irrumator (Anaal Nathrakh) impegati alla stesura di "The Alienation of a Blackened Heart".
Penso che il percorso evolutivo degli Aborym non sia completato con questo lavoro, ma sia necessario aspettare ancora un album per vedere completamente realizzato un progetto che già appare nitidamente delineato. Il combo vuole contribuire al rinnovamento di un genere oggi logoro e banalizzato, quale il black metal, rigenerandolo attraverso la commistione con un'elettronica apparantemente (o volutamente) ritenuta inaccostabile. |
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