| Recensione pubblicata il 25 03 2006 |
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Evighet
di
Franz Gemelli
Questo dei Nasheim è il lavoro che più di ogni altro mi ha riportato alla mente il magico feeling di Nattestid..., debutto del norvegese Taake. Sono stati più elementi - dal riffing all'approccio vocale di Erik Grahn - a donarmi l'impressione di poter riassaporare l'ispiratissimo black che Hoest propose agli esordi. Ma questo lavoro, che altro non è che la ristampa su cd dei primi due demo di questo gruppo svedese, possiede molte altre sfumature, capaci di renderlo un'uscita di grandissimo rilievo. Immaginate le spettrali keyboards di Xasthur fondersi con lo stile dei sopraccitati Taake, dando vita ad una formula che ospita al suo interno anche forti passaggi epici e momenti riflessivi in stile Manes, impreziositi da un oculato impiego delle chitarre acustiche.
All'opener Ändlös Flykt Från Tiden, pezzo atmosferico strutturato su tempi cadenzati, seguono Allt Svartnar e Undergång, due brani che mostrano come la band sia anche capace di scrivere ottimi riff per parti veloci ed aggressive. Sebbene i volumi di registrazione siano molto bassi, il sound generale risulta soddisfacente e adatto alla proposta, anche in virtù di una buona programmazione della drum machine, adeguatamente amalgamata con gli altri strumenti. Dopo Evighet, brano del 2003 fortemente ancorato ad un sound tipicamente norvegese, chiude il lavoro una riuscita cover del manifesto Blood Fire Death, composto dalla band in occasione del tributo ai Bathory promosso dalla svedese Total Holocaust Records e recentemente bloccato per la mancata autorizzazione della Black Mark.
Non mancate di fare vostra questa pubblicazione della Northern Silence Productions e prestate attenzione alle future produzioni dei Nasheim: la capacità di questo duo svedese di rielaborare alcune classiche influenze in maniera intelligente e personale, trova pochi termini di paragone nell'underground estremo. |
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