| Recensione pubblicata il 01 02 2008 |
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Ricominciamo
di
Stefano Bartolotta
Riassunto delle puntate precedenti: i c|o|d, dopo aver pubblicato un disco per la Virgin, si vedono opporre un rifiuto dalla stessa etichetta per la pubblicazione del seguito, nell'anno domini 2001. Gli anni successivi sono a dir poco difficili, tanto che, anche quando il lavoro viene pubblicato dalla Fosbury quattro anni dopo, la band è convinta che comunque quel disco rappresenterà l'ultimo atto, e lo intitola Preparativi Per La Fine. Invece le cose iniziano ad andare a gonfie vele, e ci si aspetta che la prevista fine venga sostituita dal lieto fine, ovvero la prosecuzione dell'attività del gruppo trentino. Niente da fare: il trend per cui ogni volta il destino riserva alla band esattamente la sorte opposta rispetto a quanto ci si potrebbe immaginare viene confermato, e la fine arriva davvero.
Si capisce bene come queste premesse non favoriscano certo lo stato d'animo giusto per ripartire con qualcosa di nuovo. Ma Emanuele Lapiana, oltre al talento innato, ha anche la pellaccia dura, ed è stata quindi naturale la decisione di raccogliere ed amalgamare, per riprovarci con il nome di N.A.N.O., tutte le idee messe da parte tra il 2004 ed il 2006. Anni nei quali le emozioni vissute da questo artista devono essere state molteplici, sia come tipologia che come intensità, e questa ripartenza è probabilmente la piena espressione di una tale girandola, oltre che dell'interesse mostrato da Emanuele, e già manifestato con il side project Lovecoma, verso sonorità maggiormente volte all'elettronica.
Queste 14 tracce, infatti, offrono un ventaglio piuttosto ampio sotto ognuno dei due punti di vista sopra specificati. L'elettronica, come detto, ha un certo sopravvento sulle chitarre, ma queste ultime comunque non mancano, e formano con le tastiere e le basi intrecci sempre diversi, di grande dinamismo ed efficacia. L'interazione con la sezione ritmica, anch'essa aiutata pesantemente dalla tecnologia, porta ulteriore varietà all'andamento del disco. Un ruolo decisivo per la riuscita di questo lavoro ce l'hanno le melodie, che rappresentano l'elemento di maggior continuità con il passato e che sono talmente centrate da fare in modo che il tessuto sonoro, pur così articolato, non faccia mai sembrare slegati i brani, sia al loro interno che l'uno con gli altri; al contrario il risultato finale dà una forte idea di coesione.
La maggior ampiezza della proposta si riflette anche nei testi, che continuano a godere di un certo peso nel songwriting di Lapiana: alla consueta alternanza tra introspezione e sfogo delle proprie sensazioni si accompagna la voglia di esprimere i pensieri causati dagli sguardi panoramici introno a sé, ed in particolare nella nostra Italia. Come sempre il lessico dell'autore è forbito e d'impatto allo stesso tempo, e la capacità di evocare immagini e stati d'animo è nuovamente altissima. Cosa succederà in futuro non è dato saperlo, ma per ora Mondo|Madre è quantomeno un'altra convincente dimostrazione della grandezza di un artista.
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