| Recensione pubblicata il 27 02 2008 |
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Crepuscoli
di
Diego "OX4" Ballani
Probabilmente è una mia debolezza ma non riesco a sottrarmi al cervellotico gioco di citazioni colte e raffinati calambour che anche questa volta ci propone Humpty Dumpty. Il moniker in questione, che fino a poco tempo firmava le gesta del musicista-filosofo messinese Alessandro Calzavara, oggi sta a tutti gli effetti a suggellare il connubio artistico con il poeta torinese Renato Q. . Da qui Q.b., raccolta di materiale scritto, interpretato e prodotto in maniera del tutto indipendente e scaricabile gratuitamente in rete (www.nonerecords.com/albums/humptydumpty_qb.zip). Una scelta certamente coraggiosa che ci auguriamo porti al progetto una diffusione il più capillare possibile, perchè il pop decadente del duo lo merita ampliamente.
Q.b raggruppa alcuni dei frammenti più squisitamente pop a firma Humpty Dumpty. Le influenze sono ormai le più disparate: si va dall'asciutta new wave di Gerani (il cui giro di chitarra ricorda da vicino i primissimi Wire) all'electropop più algido e austero (Per Noi), dalle dissonanti melodie "very c86" di Caterina alla canzone d'autore psichedelica. La differenza, rispetto ai precedenti lavori, è data dalla statura dei brani, sempre più complessi nella struttura eppure così accessibili e intriganti nelle melodie. E' musica al tempo stesso popolare ed elitaria, ecumenica e provocatoria, soprattutto per il cinismo che pervade le composizioni, a volte talmente esasperato da rasentare il nichilismo. Eppure chi ha provato almeno una volta le tentazioni isolazioniste di Weekend Necrofilo potrebbe trovare nelle storie di Humpty Dumpty una voce sincera. Tutti gli altri potranno godere dell'abilità postmoderna di mescolare stili e registri, oppure lasciarsi travolgere dalla girandola citazionista o ancora sorridere della sagace ironia di cui sono intrisi i testi di Billy Holiday e Sai Violetta: formidabili frammenti di quello che gli autori stessi definiscono un "concept sulla misoginia".
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