musicboom_testata
leggi partecipa compra
Gio 29 Luglio 2010 --- Ci sono 22 lettori online (Vuoi saperne di più?)
musicboom_testata
musicboom_testata
Username: Password: separatore (Registrati!)  
Argomento: Dove?    
musicboom_testata
compracd scheda
Cerca e compra questo CD valutando fra molte offerte e scegliendo quella più conveniente!spacer
Artista
Titolo
boomletter
La newsletter di Musicboom. Scrivici il tuo indirizzo email e riceverai le ultime notizie sul mondo della musica direttamente nella tua casella di posta!
spacer
Indirizzo email:
strumenti
Un insieme di utilità a tua disposizione.
spacer
carattere normale
carattere grande
carattere enorme
invia ad un amico
per la stampa
ultimi upload
Recensioni:
Crimen
Kramer contro Crimen
spacer
Interviste:
Federico Fiumani
New Wave - Old School
spacer
News:
24 04 2010
Almamegretta: nuovo CD e Tour
spacer
Concerti:
Simone Cristicchi
Osare in diagonale
spacer
Speciali:
Primavera Sound 2010
Primavera Sound 2010
spacer
Rubriche:
In The Dark
Funeral Nation - 10 Years of Hortus Animae
spacer
consigli
Duck Baker
The Roots and Branches of American Music
Vinegar Socks
Vinegar Socks
Davide Tosches
Dove L'Erba È Alta
Art of Wind
Art of Wind
Humus
Popular Greggio
Cover Info Tracklist Link
Cover
Artista: Il pozzo di San Patrizio
Titolo: Hard Folk Cafè
Label: La Casa / Edel
Anno: 2008
Nazione: ITA
Genere: folk
1. O’ ragaiata sagaiety
2. Dirty old town
3. Mediterraneamente parlando
4. Hard Folk Cafè
5. Demi-Monde
6. Cosa succede in città
7. Have a nice trip
8. Tg Show
9. Yasmina
10. Filosofia di un bucaniere
Tutti gli articoli di Alessandro "Sfascio" Sfasciotti
spacer
Articoli riguardanti Il pozzo di San Patrizio
spacer
Sito Ufficiale
spacer

spacer
recensione
Recensione pubblicata il 21 05 2008
Questa recensione è stata letta 75 volte

Meltin pot
di
Alessandro "Sfascio" Sfasciotti

La ricetta la conosciamo: prendere una manciata di strumenti e suoni della musica popolare di tutto il mondo; aggiungere un tradizionale combo rock basso-batteria-chitarra; scegliere in egual misura dai vari generi ballabili attualmente noti, dalla pizzica al reggae alla disco all’immancabile ska; parafrasare in chiave “folk” un classico titolo pop-rock (in questo caso un marchio…); declinare infine il tutto secondo differenti lingue e dialetti.
 
Sarà un pregiudizio di chi scrive, ma emerge l’atroce dubbio: che senso ha mischiare tutte queste culture e generi musicali, accostando interi mondi senza soluzione di continuità e senza senso logico? Voglio dire, ben venga il crossover, la sperimentazione, l’accostamento di stili diversi che fa nascere qualcosa di nuovo, attenzione però a che il meltin pot non sfoci in un prevedibile miscuglio che in realtà non rischia niente, puntando un po’su tutto per azzeccare prima o poi il colpo. Ma non si rischia così di passare in rassegna tutto lo scibile con un po’ troppa superficialità? Basta un ritmo in levare a fare un pezzo reggae? E ancora, suonare tutti i generi ballabili e saltabili a un concerto può andare bene a una o due feste, ma un disco non dovrebbe essere un’altra faccenda? 
 
Così si finisce per accostare il Salento all’Irlanda, la Sicilia a Bristol e all’Emilia. Le lingue e i linguaggi si mischiano ma manca una scrittura che sostenga e unisca i brani in modo non proprio prevedibile. La carenza di scrittura viene alla luce proprio quando la band infila una cover piuttosto riuscita di “Cosa succede in città” del Blasco nazionale. Anche se il pezzo non è poi questo capolavoro si sente che ha comunque quel qualcosa che manca alle altre tracce: grinta, sfrontatezza e un’idea forte e ben precisa alla base.
Il disco d’altronde è suonato bene e senza sbavature, la qual cosa finisce per non essere necessariamente un pregio: paradossalmente all’impeto che si suggerisce nelle scelte musicali, ai testi e agli ambienti per così dire culturali cui si vuole fare riferimento fa eco una pulizia nel suono e nell’esecuzione che evoca più una sobrietà da sala prove che l’ebbrezza di una balera folk-punk. Anche la produzione non aiuta, con suoni buoni un po' per tutte le occasioni e i generi, che conferiscono a tutto il lavoro un marchio sonoro alquanto datato e sgonfio. Insomma tutto richiamerebbe a foghe e a scalmanatezze che in fin dei conti sono tradite invece da una compostezza piuttosto parrocchiale.

Voti:
Il voto del redattore Il voto dei lettori
(voto: 2.5/5)
Buono a una festa
senza voto
Questo disco è stato votato da 0 lettori
Interattività:

Cosa aspetti a diventare un utente registrato?

Queste funzioni sono abilitate soltanto per gli utenti registrati. Si possono votare i dischi ed esprimere opinioni sugli artisti, sulle loro opere e su quanto scritto nelle recensioni o negli articoli. Gli utenti registrati hanno inoltre accesso a molte altre funzioni personalizzate sul sito. Basta un minuto, registrati e fai sentire la tua voce.

Commenti:
I lettori hanno scritto 0 commenti
spacer
 
designed by Worldeditionsbusiness.com powered by 123 - DHD.com