| Recensione pubblicata il 31 07 2008 |
| Questa
recensione è stata letta 28 volte |
Fisicità visual-uditiva per il songbook di Hanns Eisler e Bertolt Brecht.
di
Erika Dagnino
La singola parola: architettura attraverso cui passa il suono. The Gray Goose: ogni parola sembra coniugarsi a un solido. Un solido cavo, vuoto ma al tempo stesso pieno – il suono non può passare attraverso qualcosa di impenetrabile. Qui, con lo scaturire e l’accadere progressivo dell’ evento artistico, è come se ne fosse condotto all’interno e nell’interno rimbalzasse: suono che si moltiplica in movimenti ed echi e suoni, moltiplicandosi inoltre dal punto di vista dell’ascolto, anche come percezione visiva dell’elemento sonoro. Suono che rimbalzando si distorce ma rimane anche uguale a se stesso.
Nella recitazione delle liriche di Bertolt Brecht pronunciata dal poeta, musicista, performer tedesco Hartmut Geerken, è la parola stessa – grazie anche alla mediazione di una lingua da cui, fisicamente parlando, può risultare difficile prendere le distanze ma se ne subisce coscientemente l’urto, un urto che potrebbe definirsi a sua volta architettonico; l’architettura è sintesi ottico-matematica di espressione e funzionalità – a manifestarsi come fonte, come edificatrice e contemporaneamente cassa di risonanza della coralità e della singola partecipazione dell’insieme e di ciascuna delle voci degli altri strumentisti e strumenti (il sax soprano ricurvo di Claudio Lugo, il piano di Francesco D’Errico, la batteria di Famoudou Don Moye) oltre che della propria, operando anche sulla costruzione visual-uditiva della molteplicità d’ascolti.
Dove il sonoro-visivo può lasciare una traccia ripetibile nell’immaginazione del fruitore, coadiuvando così anche una sorta di memoria sonora, dell’ evento sonoro, e, nel caso di The Gray Goose, di un’interazione musical-percettiva entro cui e di cui la musica, come scrive Roberto Masotti nelle belle note di copertina, ‘riesce ad essere assai ri-creativa per lo spirito perché è immediata, poeticamente sostenuta, essenziale (in questo senso anche necessaria)’. |
Cosa aspetti a diventare un utente registrato?
Queste funzioni sono abilitate soltanto per gli utenti registrati. Si possono votare i dischi ed esprimere opinioni sugli artisti, sulle loro opere e su quanto scritto nelle recensioni o negli articoli. Gli utenti registrati hanno inoltre accesso a molte altre funzioni personalizzate sul sito. Basta un minuto, registrati e fai sentire la tua voce. |