| Recensione pubblicata il 30 04 2009 |
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Rock combattivo nel ricordo del 1968
di
Davide Sisto
Versatilità è la parola d’ordine di questo riuscitissimo debutto discografico dei Sonora ’68, nati a Roma nel 2006 come “no-look band”, per citare la biografia, e propensi a dar vita a un solare “combat rock”, che si tuffa a capofitto all’interno di un variegato arcobaleno di generi musicali, senza volere a tutti i costi prendere una direzione sonora precisa. Pop, rock, reggae ed elettronica vengono miscelate in un contenitore musicale che mira all’immediatezza della melodia, con quella spensieratezza “matura” che non può, cioè, mai fare a meno di testi intelligenti e profondi. Il mood generale di “1968” è decisamente lontano da qualsivoglia forma di violenza sonora e, viceversa, prossimo alla musica leggera, in virtù anche delle lyrics in italiano.
Registrato tra l’Irlanda e l’Italia sotto la supervisione di Maurice Seezer, storico produttore irlandese che ha lavorato insieme a personaggi del calibro di Enya, U2, Bryan Adams, Sinead O’ Connor e molti altri, “1968” celebra un anno che passerà alla storia per aver rivoluzionato il mondo dell’arte, della politica e della società in generale. Da una parte svettano le atmosfere estive di “Erroreggae” e “Mother Africa”, parenti indiscusse del reggae di casa Africa Unite, dall’altra quelle più robuste e incisive della splendida opener “Infedele”, il cui impatto rock è notevole, e della vagamente grungy “Chimica contro Chimica”. Tuttavia, l’autentico gioiellino del platter si intitola “Qui e adesso”, in cui l’interazione vocale tra Max e la brava Alice Pelle riesce laddove spesso i Lacuna Coil hanno fallito, vale a dire nel creare melodie veramente emozionanti e profonde. Se devo dare un consiglio ai Sonora ’68 per il futuro, allora li invito a seguire la via tracciata da questo brano e a lasciar magari perdere le emulazioni dei Subsonica presenti in “Cibo per la mente”. Promossi a pieni voti!
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