| Recensione pubblicata il 23 09 2009 |
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Ossi solitari
di
Cosimo Parisi
Dalla Svizzera arriva Samuel Blaser, trombonista che dopo questa incisione in solitudine, effettuata presso la Radio Suisse Romande, si appresta ad essere considerato il nuovo Albert Mangelsdorff. Del Maestro ci sono l`uso sapiente dei "multiphonics" e l´abilità nel sapere gestire le diverse possibilità espressive dello strumento, dal tono lirico ai fraseggi veloci di tipo bop, dalle note multiple emesse contemporaneamente a dare una base armonica ai suoni di tipo growl che Roswell Rudd riportò in auge negli `60.
Sono tutte sue composizioni, con l´eccezione di "Mood Indigo" di Duke Ellington, ridata ovviamente in chiave moderna. Fra i brani una strepitosa "Solitude" ed anche un blues, "Lonely Blues" che dà un´idea della cultura musicale del giovane svizzero, uso non solo ai suoni dell´avanguardia, ma anche quelli piú terrestri della musica afroamerica, di un - ad esempio - Frank Lacy.
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