| Recensione pubblicata il 12 10 2009 |
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Una piena mezz'ora di delirio rozzo.
di
Davide Montoro
Freschi di contratto e di una formazione rinnovata e migliorata, tornano i simpatici pisani, e stavolta ragazzi, io vi avviso, non sottovalutateli. Un disco affilato e letale come una pioggia di mannaie sulla vostra faccia: suoni bestiali, e band in formissima. Il quintetto non si risparmia in violenza, tecnica e velocità. Tre costanti che viaggiano senza mai lasciarsi, sempre al servizio di eleganza d’esecuzione oltre che, parallelamente, divertimento. Elemento questo, riscontrabile nei testi, in cui permea in parallelo sia umorismo mai fine a sé stesso, che riflessioni su argomenti tutt’altro che surclassabili.
Si parla di sesso, di religione, di mafia, il tutto condito da un muro di suono che non tarda mai a stordirvi e portarvi dritti verso il macello sonoro: causa di tutto ciò è una sezione ritmica che si trova bene. Fabrizio se ne frega altamente dei registri e passa senza problemi dallo screaming che lo caratterizza, a veloci passaggi in growl. Le due chitarre, sono assolutamente perfette. Sfido chiunque a trovare difetti in questi due chitarristi: Matteo Buti ed Elia Murgia. La ritmica grattugia riff profondi e oscuri, mentre le linee soliste si tuffano appieno in territori di vecchia scuola thrash metal.
Brani come “Nata Troia”, ad esempio, colpiscono l’ascoltatore per, come già detto, il testo geniale e una ritmica ossessiva, martellante. Un disco come questo, stordisce totalmente chi lo ascolta, e sicuramente non tarderà a ricevere le giuste lodi da TUTTI i giornali e webzines specializzati. Ottima anche la schizzata prestazione di Fabien, bassista grandioso nel rendere il già corpulento sound dei Subhuman, un masso di piombo scaraventavi sulla schiena: perché è questa la sensazione all’ascolto. “Infamia E Potere” in primis, infiammata nei primi secondi e l’opener dapprima marziale poi ben sostenuta da un ritmo da puro mosh, sottolineano in modo migliore la prova di Francesco Micieli alla batteria, un vero e proprio animale, quando si tratta di picchiare sulle pelli, senza mai tralasciare i filler più tecnici e ragionati.
Da avere.
Assolutamente. |
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