| Recensione pubblicata il 19 07 2010 |
| Questa
recensione è stata letta 9 volte |
Musica
di
Vittorio LoConte
Per il trio del giovane pianista di Colonia Pablo Held arriva il
secondo disco su Pirouet Records. Insieme a Robert
Landfermann al contrabbasso e Jonas Burgwinkel tesse un
elogio della lentezza, dei tempi medi, che fanno dell´incisione un´oasi
di tranquillità nella vita moderna sempre più veloce.
Sono tutti brani di sua composizione, tranne "O Sacrum Convivium" di
Olivier Messiaen, un adattazione di una composizione scritta per
un coro. Ne esce fuori un poema jazzistico con un lirismo quasi da
ballad. È solo un episodio di un disco che suona così, che rappresenta
una visione musicale in cui i suoni emergono in modo misurato,
tranquillo, a costruire un mondo in cui tutto è così fragile, delicato.
Filigrane di una costruzione in cui le armonie diventano complesse, a
sostenere melodie che appaiono in un gioco d´ombra apparentemente sfocato.
Il trio gioca molto su queste cambi di direzione, di significato,
affascinando il pubblico per un non svelarsi mai, sempre pronti a
cambiare direzione, a seguire un qualcosa che emerge all´improvviso e
che alla fine viene di nuovo smantellata nelle sue componenti, alla
ricerca di una bellezza che non cerca una meta bensì è solo nel percorso. |
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