| Recensione pubblicata il 06 07 2010 |
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Codardi!
di
Francesco "Generation (L)oser" Cerisola
Gli Zidima sono Roberto Magnaghi (chitarra), Manuel Cristiano Rastaldi (voce), Daniela Usardi (batteria), Cosimo Porcino (basso), di milanese provenienza e attivi già dal finire degli anni ’90.
Cobardes viene pubblicato volutamente nei giorni d'apertura del processo d'appelo ai fatti del G8 di Genova. Il filo conduttore di tutto il disco è la descrizione del drammatico disagio vissuto dal cittadino italiano di fronte all’attuale situazione politica, economica e sociale, ben esemplificato, appunto, dai fatti di Genova e dalla storia di Dolores Ferrero.
Flipp3r, il primo pezzo, si tuffa da subito nel drammatico e disilluso universo dove “non c’è più niente da offrire”, e, se Milanoise rincara la dose, è comunque con il terzo pezzo, Diaz, che viene sferrato il colpo di grazia, tra le iniziali chitarre noise, il basso verticale e affilato nelle strofe e quel “cobardes, codardi” gridato con rabbia in un finale esplosivo. A testa in giù vorrebbe sciogliere un po’ la tensione, ma le parole restano affilate “fateci pagare anche l’apocalisse” e, difatti, già con Ci accontentiamo anche le note ritornano ad esser tese e pronte ad aggredire, in bilico fra Massimo Volume e Marlene Kuntz. Catrame rapisce nuovamente l’ascoltatore, tra ottime melodie e un apocalittico ritornello reiterato ossessivamente “adagio catrame sopra il tuo petto”, mentre la successiva Elenoire, seppur più distesa e eterea nelle melodie, non molla la presa e continua a tenerci a fondo, in questo universo senza speranza. A concludere, la geniale Contatti, che come testo contiene l’elenco dei contatti di Manuel Cristiano Rastaldi.
Gli Zidima confezionano un disco decisamente convincente, nonostante le molte somiglianze con Massimo Volume e Marlene Kuntz, soprattutto per quanto riguarda il timbro vocale. Le melodie, nonostante il sound stagionato, riescono ad esser fresche, vive e dannatamente interessanti, mentre i testi decisamente affilati, intelligenti e d’effetto (seppur molto influenzati dai già citati Massimo Volume e Marlene Kuntz, ma anche da tutta la schiera alternative italiana quali CCCP, CSI, Afterhours, Verdena fino a giungere alle Luci Della Centrale Elettrica).
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