Meglio solo
di
Vittorio LoConte
Meglio non chiedere al fisarmonicista che tipo di musica suona: non
saprebbe rispondere e non riusciremmo lo stesso a mettere degli steccati
alla sua proposta. I generi li ha superati da un bel pò e dischi come
questi non fanno che sottolinearlo.
Certo non si rende la propria proposta più facile da assimilare per il
pubblico, ma almeno quelli che restano ad ascoltare si trovano ad
apprezzare qualcosa di originale che passa dalle parte dellŽavanguardia
senza fare troppi rumori, conservando allo stesso tempo radici urbane
("Funky") o popolari ("Macedonia", "Tango??", "Valse Hot").
Durante lo svolgimento del CD Simone Zanchini gioca con una voce
registrata su una ricevitoria telefonica, ricavandone degli effetti
stranianti, in un ipotetico dialogo che si dilunga su frasi che cosí
acquistano, trasportate fuori dal contesto in cui sono state
pronunciate, un significato cui ciascuno puó dare lŽinterpretazione che
vuole, dalla fonte di disturbo al punto di riferimento.
Un disco così lo si ascolta volentieri, restando impressionati da tutto
quello che fa lŽautore: non solo sa suonare la fisarmonica ma sa anche
darsi da fare con gli attrezzi elettronici ricavandone sequenze dalla
logica stringente. Un musicista totale, intendendo così uno che sa
lavorare in studio, essere informato su tanti generi musicali, suonare
il proprio strumento, mettere dellŽironia nelle proprie esecuzioni e non
prendersi troppo sul serio.
Al di là dellŽapparente salto da un genere allŽaltro il disco mantiene
un filo conduttore che non lascia mai scappare lŽattenzione di chi
ascolta. Non che sia, al giorno dŽoggi, scontato, per di piú in
unŽincisione che supera abbondantemente lŽora di durata.
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